Quando la neve si scioglie sulle cime delle Dolomiti, Arabba cambia volto senza perdere il suo fascino. Il paese ai piedi del massiccio del Sella, a 1.602 metri di altitudine, diventa in estate una base ricercata da ciclisti, escursionisti e appassionati di aria aperta in cerca di sollievo dal caldo della pianura. Lontana dall’affollamento invernale del Sella Ronda sciistico, la bella stagione offre un ritmo diverso, più tranquillo, incentrato su sentieri, passi e alpeggi. Il paese conserva la sua atmosfera di località di montagna tutto l’anno, ma l’estate ne mette in luce un altro aspetto, tra patrimonio ladino, strade ciclistiche leggendarie e malghe che producono ancora formaggio e ricotta come un secolo fa. Ecco cinque motivi per scoprire Arabba e le Dolomiti che la circondano durante i mesi estivi.
Il Sellaronda Bike Day, una giornata senza auto intorno al Sella
Ogni anno, in due occasioni tra giugno e settembre, i quattro passi che circondano il massiccio del Sella (Campolongo, Gardena, Sella e Pordoi) chiudono al traffico motorizzato dalle 8:30 alle 16:00 per lasciare spazio alle biciclette. Questo evento non competitivo, aperto a tutti, richiama migliaia di partecipanti che percorrono a proprio ritmo i circa 50 chilometri del circuito, per un dislivello positivo compreso tra 1.650 e 1.800 metri a seconda del senso di marcia scelto. Arabba si trova direttamente sul percorso, tra i passi Campolongo e Pordoi, e diventa per l’occasione un punto di passaggio animato, con ristori, musica e terrazze prese d’assalto dai ciclisti in pausa. Alcune edizioni hanno radunato fino a 18.000 partecipanti sull’intero circuito, a dimostrazione del successo di una giornata pensata soprattutto come momento di condivisione intorno alla bicicletta più che come competizione. Un’edizione autunnale, più tardiva, permette anche di godersi i colori cangianti della vegetazione in montagna, in un’atmosfera più intima rispetto all’estate, sullo stesso percorso di 51,8 chilometri e circa 1.680 metri di dislivello positivo tra i quattro passi.
Il passo Pordoi, salita leggendaria del ciclismo italiano
Al di fuori delle date del Bike Day, le strade intorno ad Arabba restano aperte al traffico ma continuano ad attirare i ciclisti per tutta la stagione. Il passo Pordoi, a 2.239 metri di altitudine, è una delle salite più ambite delle Dolomiti: l’ascesa da Arabba si sviluppa per 9,4 chilometri con 637 metri di dislivello, con una pendenza media vicina al 7%. Questo passo compare regolarmente nel programma del Giro d’Italia e della Maratona dles Dolomites, la grande granfondo che attraversa ogni anno diversi passi simbolo del gruppo montuoso. Un monumento dedicato a Fausto Coppi si trova sulla sommità, in omaggio al corridore che ha segnato la storia di queste salite. Gli appassionati di bici da strada trovano così, intorno ad Arabba, un terreno di allenamento paragonabile a quello dei più grandi giri ciclistici, con vedute sul gruppo del Sella e sulla Marmolada ad accompagnare lo sforzo. I passi Campolongo e Falzarego, anch’essi raggiungibili dal paese, permettono di comporre altri itinerari giornalieri, più corti o più lunghi a seconda del livello, senza percorrere mai due volte la stessa strada, ciascuno con un carattere diverso a seconda dell’esposizione e del traffico.
Un terreno di gioco per l’escursionismo e la mountain bike
Con l’arrivo dell’estate, gran parte degli impianti che servono le piste da sci restano aperti e permettono di raggiungere facilmente i sentieri escursionistici e gli itinerari in mountain bike che attraversano il massiccio del Sella e i dintorni della Marmolada. Il Sellaronda MTB Tour, versione estiva del circuito invernale, si percorre in 6-9 ore a seconda del senso di marcia e del livello dei partecipanti, alternando single trail tecnici e strade forestali più scorrevoli. Per gli escursionisti, gli itinerari in partenza da Arabba conducono verso rifugi d’alta quota, laghi alpini e punti panoramici sulle torri di roccia calcarea tipiche delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2009 per l’unicità dei loro paesaggi. Alcuni sentieri ripercorrono anche il tracciato di antiche vie militari della Prima Guerra Mondiale, attrezzate come vie ferrate per chi cerca sensazioni più tecniche, con cavi e scale metalliche a mettere in sicurezza il percorso. Questi itinerari richiedono un’attrezzatura adeguata e una buona conoscenza del terreno, per cui molti visitatori preferiscono affrontarli accompagnati da una guida alpina locale, soprattutto nei tratti più esposti intorno al massiccio della Marmolada.
Un patrimonio culturale e storico a cielo aperto
L’estate è anche la stagione migliore per visitare il patrimonio culturale della valle di Fodom. Il Museo Ladino Fodom, a Pieve di Livinallongo, apre da fine giugno a fine settembre e racconta la storia della cultura ladina locale, tra leggende, tradizioni rurali e memorie della Prima Guerra Mondiale. Il vicino Col di Lana fu teatro di scontri accaniti tra truppe italiane e austro-ungariche, fino a quando, nell’aprile 1916, l’esplosione di diverse tonnellate di esplosivo strappò via la cima della montagna, ancora oggi soprannominata «la montagna di sangue». Un museo dedicato a questo periodo, aperto da giugno a inizio ottobre, espone centinaia di reperti d’epoca insieme a ricostruzioni di baracche e trincee. Poco distante, il castello di Andraz, fortezza medievale costruita intorno all’anno Mille e a lungo residenza dei principi-vescovi di Bressanone, è visitabile anch’esso nei mesi caldi e completa questo percorso nel passato movimentato della regione. Il territorio conserva anche diversi luoghi della memoria, come il sacrario militare di Pian di Salesei e l’ossario del passo Pordoi, testimonianze dell’ampiezza degli scontri avvenuti a questa altitudine tra il 1915 e il 1917.
Le malghe e i sapori della valle di Fodom
L’estate è infine la stagione delle malghe, gli alpeggi d’alta quota dove il bestiame sale al pascolo non appena si scioglie la neve. La Latteria di Livinallongo, vicino a Pieve di Livinallongo, vi produce formaggi tipici come il Fodom, realizzato solo in estate, insieme al Renaz, al Cherz e al Contrin, oltre a ricotta fresca e affumicata. Numerosi rifugi e malghe nei dintorni di Arabba propongono di gustare questi prodotti sul posto, con vista sulle cime circostanti, dopo un’escursione o un giro in bicicletta. La cucina ladina attinge a un repertorio di ricette semplici ma saporite, ereditate da una regione a lungo povera di risorse: spezie locali come il cumino o il rafano, la panicia a base d’orzo, o ancora il grestl, un piatto di carne e patate insaporito con bacche di ginepro. La sera, i ristoranti del paese completano l’esperienza con una cucina ladina e tirolese sempre generosa, tra canederli, casunziei e polenta, preparata con gli stessi prodotti locali che fanno la fama della valle, prima di chiudere il pasto con dolci come gli smorn da pom, sorta di crêpe spesse farcite con pezzetti di mela e uvetta.
Tra i suoi passi leggendari, i suoi sentieri escursionistici e il suo patrimonio culturale accessibile per tutta la bella stagione, Arabba merita una visita in estate tanto quanto in inverno. L’alta stagione estiva va generalmente da giugno a settembre, con le condizioni migliori per escursionismo e ciclismo tra luglio e agosto, quando i rifugi d’alta quota e i musei della valle sono aperti tutti i giorni. Le temperature restano fresche la sera nonostante l’altitudine moderata del paese, il che ne fa anche una meta apprezzata per sfuggire al caldo delle pianure vicine. Che veniate per affrontare il passo Pordoi, percorrere i sentieri del massiccio del Sella o semplicemente scoprire la storia della valle di Fodom, questo villaggio delle Dolomiti offre un altro volto, altrettanto ricco, del suo territorio di montagna.